Giuseppe Bonsignore (Cimo-Fesmed Sicilia): “Una chiusura di tre anni dell’ospedale Ingrassia rischierebbe di pesare sull’intera rete ospedaliera palermitana”
La Federazione Cimo-Fesmed Sicilia, in una nota, esprime forte preoccupazione per le ricadute assistenziali e organizzative di una possibile chiusura dell’ospedale “Ingrassia” per almeno tre anni e chiede all’Asp di Palermo e all’assessorato regionale della Salute un confronto urgente e la presentazione di un piano che specifichi quali servizi saranno mantenuti o trasferiti, in quali sedi e con quali risorse; come sarà garantita la continuità dell’emergenza-urgenza, dei ricoveri e delle attività ambulatoriali; quali tutele saranno assicurate al personale e come saranno potenziate le strutture riceventi e il cronoprogramma dei lavori, le verifiche periodiche e gli impegni per la piena riattivazione del presidio nei tempi previsti. “La ormai indispensabile riqualificazione del presidio - dichiara Giuseppe Bonsignore presidente regionale Cimo-Fesmed Sicilia - deve essere accompagnata da un piano che garantisca continuità delle cure e tutela del personale per l’intera durata dei lavori”. “La dimensione dei servizi da salvaguardare - aggiunge Bonsignore - è documentata dai dati dell’ASP di Palermo: 133 posti letto al 31 dicembre 2025, di cui 123 ordinari e 10 di day hospital, e 28.765 accessi al pronto soccorso nel 2025, pari a circa 79 al giorno. Numeri che rendono indispensabile definire preventivamente dove e con quali risorse sarà assicurata questa capacità assistenziale durante i lavori”. “In assenza di soluzioni sostitutive adeguate e operative prima della sospensione dei servizi - evidenzia Bonsignore - il rischio è un aumento della pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti degli altri ospedali palermitani, con maggiori attese per ricoveri, interventi ed esami. Le difficoltà di accesso alle cure e gli spostamenti verso altre strutture graverebbero soprattutto su anziani, pazienti fragili e famiglie con minori risorse”. “Le conseguenze riguarderebbero anche i medici e gli operatori delle strutture chiamate ad accogliere le attività dell’Ingrassia. Ogni trasferimento deve essere sostenuto da posti letto effettivamente disponibili, attrezzature, spazi e organici proporzionati ai nuovi carichi assistenziali, per prevenire sovraccarico di lavoro e rischi per la sicurezza delle cure”. “Per il personale dell’Ingrassia - continua Bonsignore - occorrono criteri trasparenti di assegnazione temporanea, garanzie sulle condizioni di lavoro e sulla valorizzazione delle competenze, preservando la continuità delle équipe e prevedendone il rientro al termine degli interventi”. “La ristrutturazione deve restituire alla città un ospedale più sicuro ed efficiente, garantendo assistenza adeguata anche durante i lavori e scongiurando una riduzione permanente dell’offerta sanitaria” - conclude Bonsignore -.
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Bonsignore (CIMO-FESMED Sicilia): “Modificare l’art. 24 della legge regionale n. 13/2026 affinché venga eliminato il blocco delle assunzioni del personale amministrativo nelle Aziende sanitarie siciliane”
“Impedire il ricambio e il potenziamento degli organici amministrativi nelle Aziende sanitarie siciliane, già fortemente ridimensionati da anni di pensionamenti e mancato turnover, rischia di produrre un effetto contrario rispetto agli stessi obiettivi di efficienza e contenimento della spesa perseguiti dal legislatore regionale”. Così il presidente regionale della Federazione CIMO-FESMED Sicilia Giuseppe Bonsignore, in una nota inviata all’Assemblea regionale siciliana con la quale chiede la modifica dell’art. 24 della legge regionale n. 13/2026 e la conseguente eliminazione del blocco delle assunzioni del personale amministrativo nelle Aziende sanitarie siciliane.
“Il personale amministrativo delle Aziende sanitarie - sottolinea Bonsignore - non costituisce una componente separata o accessoria rispetto all’assistenza sanitaria, ma rappresenta parte integrante dell’organizzazione necessaria a garantire l’erogazione dei livelli assistenziali. Inoltre, non è possibile potenziare l’assistenza sanitaria bloccando contemporaneamente le strutture amministrative che devono rendere concretamente possibili le assunzioni, gli acquisti, gli investimenti, i pagamenti e l’organizzazione dei servizi”.
“Il mantenimento dell’attuale disposizione - aggiunge Bonsignore - rischia pertanto di determinare: rallentamento delle procedure concorsuali e delle assunzioni dello stesso personale sanitario; ritardi nelle gare e negli approvvigionamenti; difficoltà nella gestione dei finanziamenti e degli interventi PNRR; rallentamento dei pagamenti e delle procedure amministrativo-contabili; ulteriore aggravamento dei carichi di lavoro del personale già in servizio; progressiva riduzione dell’efficienza complessiva delle Aziende sanitarie e ricadute inevitabili sulla qualità e tempestività dei servizi resi ai cittadini”.
La Federazione CIMO-FESMED Sicilia chiede a tutti i Deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana di intervenire con urgenza affinché venga modificato l’art. 24 della legge regionale n. 13/2026, eliminando il blocco delle assunzioni del personale amministrativo nelle Aziende del Servizio sanitario regionale. In particolare, si chiede che venga presentato e sostenuto, alla prima occasione legislativa utile, un emendamento che estenda alle Aziende sanitarie la possibilità di procedere al reclutamento del personale amministrativo previsto dai rispettivi Piani triennali dei fabbisogni di personale, nel rispetto dei vincoli finanziari e delle dotazioni organiche autorizzate. La stessa richiesta di modifica urgente dell’art. 24 e di prosecuzione delle procedure di reclutamento era già stata formulata dalla Federazione, evidenziando come efficienza amministrativa, trasparenza e qualità dei servizi sanitari siano strettamente interdipendenti.
“La sanità - evidenzia Bonsignore - non è costituita esclusivamente da corsie, ambulatori e sale operatorie. Senza uffici in grado di assumere il personale, acquistare tecnologie e farmaci, gestire i bilanci, realizzare gli investimenti e assicurare il funzionamento amministrativo, anche l'attività sanitaria inevitabilmente rallenta. Per queste ragioni chiediamo ad ogni Deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, indipendentemente dall’appartenenza politica, di sostenere la modifica della norma e la rimozione del blocco delle assunzioni del personale amministrativo delle Aziende sanitarie siciliane. Si tratta di una modifica necessaria - conclude Bonsignore - non soltanto a tutela dei lavoratori interessati, ma soprattutto nell’interesse del Servizio sanitario regionale e dei cittadini siciliani”.
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Parcheggi all’interno dell’Ospedale Cervello, la denuncia delle segreterie aziendali ANAAO-ASSOMED – AAROI-EMAC – CIMO-FESMED – FASSID – FVM – CGGIL – CISL - UIL: “Costretti a pagare per andare a lavorare"
I medici dell’Azienda Ospedaliera Villa Sofia – Cervello denunciano l’insostenibilità del regolamento parcheggi all’interno dell’Ospedale Cervello. “Tutto il personale in servizio presso l’Ospedale - evidenziano - è costretto, ogni giorno, a pagare di tasca propria il parcheggio per raggiungere il proprio posto di lavoro. Non per scelta, ma perché non esiste alternativa. I posti auto riservati al personale in servizio sono numericamente insufficienti a coprire il fabbisogno dei turni: chi non trova posto nell’area dedicata — situazione ordinaria, non eccezionale — è obbligato a utilizzare l’area a pagamento, con un esborso che, su base mensile e annua, incide in modo significativo sul reddito da lavoro dipendente”.
Le organizzazioni sindacali ANAAO-ASSOMED – AAROI-EMAC – CIMO-FESMED – FASSID – FVM – CGGIL – CISL e UIL, chiedono pertanto con immediatezza alla Direzione aziendale di adottare le seguenti misure urgenti: la gratuità della sosta per tutto il personale in servizio, in turno o in pronta disponibilità, quale condizione strumentale allo svolgimento della prestazione lavorativa; l’ampliamento immediato dei posti riservati al personale, dimensionati sul reale fabbisogno per fascia oraria e non sulla dotazione storica; un piano della mobilità aziendale condiviso con le organizzazioni sindacali, con verifica periodica dei dati di occupazione dei posti e la sospensione immediata di ogni onere a carico del personale fino alla soluzione strutturale del problema.
Inoltre, a rendere la situazione priva di vie d’uscita concorrono due elementi: l’ospedale è difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, con collegamenti insufficienti per frequenza e copertura oraria, del tutto inadeguati a un presidio che opera sulle 24 ore, con turni notturni, cambi turno all'alba e rientri in pronta disponibilità; non esistono aree di sosta alternative all’esterno del perimetro ospedaliero, né pubbliche né gratuite, che consentano al personale di lasciare l’auto in condizioni di sicurezza e a distanza percorribile a piedi. “Il risultato - sottolineano le organizzazioni sindacali - è un paradosso: chi garantisce la continuità assistenziale non può scegliere se, come e quando raggiungere l’ospedale e proprio per questo risulta costretto a pagare di tasca propria la sosta e l’ingresso al proprio posto di lavoro. Non è soltanto una questione economica. La carenza di posti auto riservati produce effetti che vanno ben oltre il costo del ticket, a cominciare dai ritardi nei cambi turni, con colleghi costretti a girare a lungo alla ricerca di un posto e turni che slittano a danno dell’assistenza al rischio di compromissione della pronta disponibilità: il medico richiamato in urgenza - concludono - deve poter accedere e parcheggiare immediatamente, non cercare un posto libero per garantire la prestazioni in urgenza”.
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Sanità. Il presidente regionale della Federazione CIMO–FESMED Sicilia Giuseppe Bonsignore, interviene sul blocco delle assunzioni del personale amministrativo nelle Aziende sanitarie: “Mette a rischio l’efficienza del Servizio sanitario regionale”
La Federazione CIMO-FESMED Sicilia, in una nota, esprime forte preoccupazione per le disposizioni contenute nell'art. 24 della Legge regionale n. 13/2026 che, pur escludendo dal divieto di assunzione il personale sanitario delle Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere, mantiene il blocco per il personale amministrativo. “Si tratta di una scelta - dichiara il presidente regionale della Federazione CIMO–FESMED Sicilia Giuseppe Bonsignore - che rischia di produrre effetti negativi sull’intera organizzazione del Servizio sanitario regionale poiché la sanità non si regge esclusivamente sull’attività assistenziale svolta da medici, dirigenti sanitari, infermieri e professionisti della salute. Il corretto funzionamento delle strutture ospedaliere e territoriali dipende anche dall'efficienza delle aree amministrative, chiamate quotidianamente a garantire il governo delle risorse umane, la gestione economico-finanziaria, gli approvvigionamenti, gli appalti, il supporto ai progetti finanziati con fondi nazionali ed europei, le procedure concorsuali, le attività di controllo e l'intero sistema organizzativo delle Aziende”. “Negli ultimi anni - continua Bonsignore - il personale amministrativo è stato progressivamente ridotto a causa del mancato turnover e dei numerosi pensionamenti. Le carenze di organico hanno già determinato un significativo rallentamento delle attività gestionali, con inevitabili ripercussioni anche sull'attività clinica. Non è possibile garantire una sanità moderna ed efficiente senza un'adeguata struttura amministrativa. Ogni ritardo nelle procedure di acquisto, nella gestione del personale, nella liquidazione delle competenze o nell’attuazione degli investimenti finisce inevitabilmente per riflettersi sulla qualità dell’assistenza erogata ai cittadini”. “Per tale ragione - aggiunge Bonsignore - la Federazione CIMO-FESMED Sicilia ritiene che la deroga prevista dall’art. 24 per il personale sanitario debba essere estesa anche al personale amministrativo delle Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere, la cui attività costituisce un elemento essenziale per il perseguimento degli obiettivi di efficienza, legalità e continuità dei servizi”. Appare, inoltre, contraddittorio investire sul rafforzamento dell’assistenza sanitaria senza consentire alle Aziende di dotarsi delle professionalità amministrative necessarie a sostenere le attività di programmazione, gestione e controllo richieste da una sanità sempre più complessa. “La Federazione CIMO-FESMED Sicilia - rilancia Bonsignore - chiede pertanto al Governo regionale e all’Assemblea Regionale Siciliana un tempestivo intervento correttivo che escluda dal blocco delle assunzioni anche il personale amministrativo del Servizio sanitario regionale, evitando il rischio di paralizzare funzioni strategiche indispensabili al buon funzionamento delle Aziende. La tutela della salute passa anche attraverso un’organizzazione efficiente. Penalizzare il personale amministrativo significa indebolire l'intero sistema sanitario e compromettere la capacità delle Aziende di garantire servizi tempestivi, efficaci e di qualità ai cittadini”. “La Federazione CIMO-FESMED Sicilia - conclude il presidente regionale Bonsignore - continuerà a promuovere ogni iniziativa utile, anche nelle sedi istituzionali, affinché venga ripristinata una disciplina coerente con le reali esigenze organizzative del Servizio sanitario regionale e con il diritto dei cittadini siciliani a una sanità pubblica efficiente e pienamente funzionante”.
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Erogazione dei buoni pasto al personale dirigente: accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria e l’Azienda Ospedaliera “Villa Sofia - Cervello”
Riconoscimento del buono pasto per ogni turno di lavoro superiore alle 6 ore, erogazione dei buoni pasto a decorrere dal 1° gennaio 2026, impegno formale dell’Azienda ad elevare il valore del buono pasto rispetto agli attuali 7 euro, promessa a riconoscere gli arretrati relativi agli ultimi 5 anni: sono questi i punti salienti dell’accordo tra le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria Cimo-Fesmed, Anaao, AAROI, Fassid, FVM, insieme a Cgil, Cisl, Uil e l’Azienda Ospedaliera “Villa Sofia - Cervello” in merito all’erogazione dei buoni pasto al personale dirigente. Le organizzazioni sindacali, in una nota, “esprimono grande soddisfazione per il risultato conseguito, frutto del confronto e della contrattazione con la Direzione aziendale”. L’accordo rappresenta un importante riconoscimento delle esigenze e del lavoro svolto quotidianamente dalla dirigenza sanitaria e un passo concreto per migliorare le condizioni operative e retributive del personale. Le organizzazioni sindacali continueranno a vigilare sull’attuazione puntuale di quanto concordato e restano impegnate a proseguire il dialogo con l’Azienda per definire tempi e modalità di applicazione, nonché per monitorare l’adeguamento del valore del buono pasto.
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