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VERTENZA SALUTE: IL COMUNICATO CONGIUNTO GOVERNO - SINDACATI MEDICI

VERTENZA SALUTE: IL COMUNICATO CONGIUNTO GOVERNO - SINDACATI MEDICI - www.cimosicilia.org

Vertenza Salute

Il comunicato congiunto Governo-sindacati

 

«Clima cordiale e costruttivo», stamani a Palazzo Chigi, nell’incontro tra il Governo e le organizzazioni sindacali mediche, veterinarie e della dirigenza sanitaria. Lo riporta un comunicato congiunto Governo-sindacati di cui riportiamo il testo integrale .

 

«Il confronto - coordinato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, affiancato dai ministri della Salute Beatrice Lorenzin e per la Semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia e dal segretario generale di palazzo Chigi Paolo Aquilanti - ha visto le parti condividere l’impegno a formulare una progettualità nazionale che, pur nel rispetto del ruolo delle Regioni, metta la Sanità tra le priorità della propria agenda.
Nel corso della discussione, il Governo ha ribadito l’esigenza di mantenere, all’interno di un percorso di cambiamento e di efficienza, la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto dei principi di universalità, solidarietà ed equità, confermando i livelli di finanziamento già disposti e promuovendo, con la collaborazione dei medici, una maggiore appropriatezza sia organizzativa che clinica, al fine di garantire su tutto il territorio nazionale - in modo omogeneo - un’effettiva erogazione dei Livelli essenziali di assistenza, e una efficace ed efficiente allocazione delle risorse disponibili.
Si è quindi convenuto di affrontare, nell'ambito di Tavoli dedicati, i seguenti argomenti:
1) Valorizzazione della professione medica, riconoscendole il ruolo centrale nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei pazienti, nonché nella governance delle strutture sanitarie, ospedaliere e di medicina territoriale, assicurando l'autonomia tecnico-professionale e la correlata responsabilità
2) Coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali - con le Regioni, i Ministeri della Salute, dell'Istruzione, università e ricerca e dell'economia e delle finanze - nella stesura, relativamente all'attuazione del Patto della salute 2014/16, dell'art. 22, per ciò che riguarda gli sviluppi professionali di carriera, la valorizzazione delle risorse umane, i rapporti con le altre professioni sanitarie
3) Definizione delle tipologie di contratti flessibili compatibili con l'attività sanitaria all'interno della P.A., in coerenza con la disciplina UE di riferimento; percorsi di stabilizzazione graduale del personale precario; regolamentazione dei fenomeni di esternalizzazione delle attività sanitarie da parte delle strutture ospedaliere; verifica del tetto di spesa per il personale
4) Riforma del sistema di formazione, pre e post laurea, dei medici e dei dirigenti sanitari, in sinergia con il Miur e il ministero della Salute
5) Avvio con la vigilanza dei ministeri competenti, previa definizione delle aree contrattuali e dell'atto di indirizzo, delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e dell'accordo collettivo nazionale, quali strumenti di governo e innovazione del sistema sanitario
6) Verifica con le Regioni e col Mef in sede di Conferenza Unificata dell'ambito applicativo del comma 236 della legge di stabilità 2016».

COMUNICATO STAMPA INTERSINDACALE MEDICI: NO ALL'AREA CONTRATTUALE UNICA

COMUNICATO STAMPA INTERSINDACALE MEDICI: NO ALL'AREA CONTRATTUALE UNICA - www.cimosicilia.org

 

NO ALL’AREA CONTRATTUALE ALLARGATA

NO AL TAVOLO DI CONFRONTO COMUNE

La lettera che le confederazioni sindacali hanno inviato al Ministro Lorenzin con la richiesta di intervenire presso l’ARAN per forzare l’afferenza dell’intera Area III (dirigenza sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa) in un’unica area contrattuale del SSN con l’Area IV (dirigenza medica), nonchè di allargare il tavolo di confronto con Ministro e Governo chiesto dalle OOSS dei medici a tutto il mondo della sanità che rappresentano, è sorprendente.

Quelle stesse sigle finora mute, e ferme, anche di fronte agli scioperi dei medici, sul peggioramento delle condizioni di lavoro, che gli infermieri, quelli che assistono i malati per lo meno, condividono con i medici, sul blocco contrattuale, che erode il potere di acquisto di tutte le retribuzioni in sanità da 7 anni, sulla crisi occupazionale, che spinge infermieri e medici alla emigrazione o al precariato sottopagato, ritrovano miracolosamente la parola per chiedere di accodarsi ai medici e di aggiungere a tavola tre posti in più. Attive solo nell’animare per anni, in splendida solitudine senza la apologia della integrazione, tavoli tecnici per balcanizzare aspetti ordinamentali, quali le competenze professionali, e limitare, forzando una legge finanziaria, quelle dei medici, oggi vogliono inserire nella stessa area contrattuale dirigenti sanitari e dirigenti amministrativi che con i primi condividono solo il luogo di lavoro. Irricevibile.

Ogni qualvolta il Ministero della Salute avvia un dialogo con i Medici, si manifestano tentativi di interdizione, attraverso rivendicazioni di ogni genere, finalizzate al disconoscimento della peculiarità del ruolo professionale dei Medici e delle loro organizzazioni sindacali.

Quello odierno, teso ad evitare che possa essere affrontata nelle sedi appropriate la Vertenza Salute in corso, si traduce in un arrogante invito a calpestare non solo le leggi (art. 54 Dlgs 150/2009 e art.11 L. 124/2015, che dispone “la collocazione del personale dirigente amministrativo, tecnico e professionale della sanità nel ruolo unico della dirigenza regionale”) ma anche la logica, volendo accorpare categorie professionali regolate da istituti economici e normativi del tutto differenti.

Il reciproco rispetto di ruoli e competenze tra la professione medica e le altre professioni sanitarie mal si concilia con l’obiettivo di una integrazione non “multiprofessionale”, ma “multidisciplinare”, in una equivalenza di ruoli professionali: dal “task shifting” al “task snatching”. Ammesso che tutti gli infermieri vogliano fare da pedana ai pochi interessati a svincolarsi dall’assistenza al paziente per accedere all’agognato ruolo di dirigenti del SSN. Sarebbe più coerente che chi rivendica competenze meramente gestionali, si unisse con i dirigenti amministrativi. Ma la logica, al giorno d’oggi, appare avere sempre meno seguaci.

Sappiano il Ministro della Salute e quello della Funzione Pubblica, che i Medici considerano inaccettabile una invasione della area contrattuale della dirigenza medica e sanitaria ed un “tavolo di confronto” condiviso con “i rappresentanti di tutte le professioni sanitarie e di assistenza e di tutti i lavoratori che operano nel SSN”. Vigente, tra l’altro, lo strappo operato attraverso il comma 566 della L. 190/2014. E, comunque, nessuno si illuda di partecipare ad un tavolo comune nel tentativo di dettarci le regole del nostro lavoro.

Governo e Regioni si adoperino per trovare soluzione alle questioni poste dalla Vertenza Salute e dallo Sciopero Nazionale proclamato per il 17 e 18 marzo, e superare una fase aperta a mille opportunismi, anche favorendo accordi sulle aree contrattuali rispettosi delle specificità professionali per giungere ad una rapida apertura della negoziazione.

 ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FVM – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – FIMMG – SUMAI – SMI – FIMP

 

COMUNICATO STAMPA INTERSINDACALE MEDICI: CONFERMATO SCIOPERO 17 E 18 MARZO 2016

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SCIOPERO DEL 17 E 18 MARZO 2016

ATTIVATE LE PROCEDURE UFFICIALI

 

Sono state attivate oggi le procedure ufficiali che porteranno allo sciopero nazionale dei medici dipendenti, dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei dirigenti sanitari del Ssn dalle ore 00.00 del 17 marzo alle ore 24.00 del 18 marzo.

In assenza di un confronto e di una intesa programmatica con il Governo, continua, come preannunciato, la mobilitazione di tutti i medici, a prescindere dallo stato giuridico, e dei dirigenti sanitari, per il rilancio della sanità pubblica a garanzia dell’accesso alle cure dei cittadini e per la valorizzazione del loro ruolo e del loro lavoro. Contro l’invadenza pervasiva della burocrazia ed il disinteresse della Politica e della azione di Governo, intendiamo ricostruire insieme ai cittadini, come testimoniato nella grande manifestazione svoltasi il 20 febbraio a Napoli, un sistema sanitario oggi a pezzi.

La sanità si ferma, così, per la prima volta nell’ultimo decennio, per 48 ore consecutive, garantendo i servizi di urgenza ed emergenza.

Nei prossimi giorni daremo il via a 100 assemblee in 100 città per sensibilizzare i cittadini e mobilitare i medici, che si atterranno rigorosamente al rispetto del debito orario contrattuale.

COMUNICATO STAMPA CIMO SICILIA DEL 26 FEBBRAIO 2016

COMUNICATO STAMPA CIMO SICILIA DEL 26 FEBBRAIO 2016 - www.cimosicilia.org

COMUNICATO STAMPA CIMO SICILIA DEL 26.02.2016

 

Sanità, vicenda verifica titoli del Primario di Villa Sofia Matteo Tutino: precisazione del Sindacato Cimo sull’operato dell’ex Commissario Straordinario Villa Sofia-Cervello Dott. Ignazio Tozzo”

Comunicato Stampa Intersindacale Medici Sicilia del 17 dicembre 2015

Comunicato Stampa Intersindacale Medici Sicilia del 17 dicembre 2015 - www.cimosicilia.org

 

Salta il tavolo negoziale regionale.

Sindacati medici contro l'Assessore Gucciardi che li snobba.