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COMUNICATI STAMPA

comunicato stampa 7 luglio 2026

Primo confronto positivo tra le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Sanitaria e l’Assessore regionale alla Salute Caruso: Stop al Decreto sulla libera professione intramoenia in attesa di nuove regole

Si apre sotto il segno del dialogo il rapporto tra il nuovo Assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, e le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Sanitaria. Il primo incontro istituzionale, svoltosi ieri presso l’Assessorato della Salute, ha segnato un cambio di metodo nelle relazioni sindacali e ha prodotto importanti impegni destinati ad avere effetti immediati sul sistema sanitario regionale. Per CIMO-FESMED, rappresentata dal Presidente regionale Giuseppe Bonsignore e dal Segretario regionale amministrativo Renato Passalacqua, il confronto è stato positivo, sia sul piano del metodo che dei contenuti. “Abbiamo registrato una concreta disponibilità al dialogo e al confronto – dichiara Giuseppe Bonsignore - ma soprattutto sono emerse risposte immediate su questioni che da tempo preoccupano i medici siciliani. È un segnale importante che apprezziamo e che auspichiamo possa rappresentare l'inizio di una nuova stagione di relazioni sindacali”. Il risultato più significativo riguarda la libera professione intramoenia. L’Assessore Caruso ha infatti condiviso le criticità più volte evidenziate da CIMO-FESMED sul Decreto Assessoriale n. 3/2026, ritenuto eccessivamente rigido e suscettibile di limitare l’esercizio dell’attività libero-professionale. Per questo motivo ha annunciato che sarà chiesto alle Aziende sanitarie di sospendere l’applicazione delle procedure previste dal decreto, nelle more della predisposizione di un nuovo documento metodologico elaborato con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali. L’obiettivo è individuare regole condivise che garantiscano il corretto esercizio della libera professione, tutelando contemporaneamente i professionisti e il diritto dei cittadini ad accedere alle prestazioni.   Durante l’incontro è stata affrontata anche la questione della revoca del Decreto n.655/2025, relativo al riparto delle risorse destinate a contrastare la carenza di medici nel Servizio sanitario regionale. L’Assessore ha rassicurato le organizzazioni sindacali precisando che la revoca non comporterà alcuna perdita economica per i professionisti operanti nelle sedi disagiate e periferiche. Le indennità previste per il 2025 saranno infatti garantite attraverso i bilanci delle Aziende sanitarie, in attesa della nuova ripartizione delle risorse riferita al 2026.      Nel corso del confronto è stata inoltre richiesta una revisione della contestata Direttiva 6 bis RUAS, sulla quale il Dirigente Generale del DASOE, Giacomo Scalzo, ha fornito i primi chiarimenti, rinviando ad un successivo approfondimento tecnico con le Organizzazioni Sindacali. Restano aperte le grandi questioni della sanità siciliana. Tra i temi affrontati figurano anche la riorganizzazione della rete ospedaliera e la grave carenza di medici nei Pronto Soccorso, problematiche sulle quali l’Assessore ha confermato la volontà di proseguire il confronto nelle prossime settimane. CIMO-FESMED ha inoltre richiamato l’attenzione dell’Assessorato sulla crescente frammentazione del Servizio sanitario regionale, evidenziando come nelle diverse Aziende sanitarie vengano frequentemente adottate interpretazioni difformi della normativa nazionale e contrattuale. Una situazione che determina disparità di trattamento tra i professionisti e costringe spesso le Organizzazioni Sindacali a ricorrere all’autorità giudiziaria per ottenere il rispetto di norme già vigenti.  “Il giudizio sul primo incontro - conclude Bonsignore - è certamente positivo. Apprezziamo il nuovo approccio e gli impegni già assunti. Adesso sarà fondamentale tradurre rapidamente il dialogo in provvedimenti concreti, affrontando le principali criticità della sanità siciliana nell’interesse dei professionisti e dei cittadini”.

 

 

 

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Addetto stampa Cimo-Fesmed          

Salvo Messina                                                                       

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comunicato stampa del 30 giugno 2026

 “Il sistema di rilevazione presenze all’ASP di Palermo è ancora inaffidabile”: lo denunciano, in una nota congiunta, CIMO-FESMED, ANAAO e FIALS che per protesta hanno abbandonato il tavolo con la Direzione Generale. Le contestazioni sono portate avanti anche da  altre sigle sindacali della dirigenza sanitaria

 

“A distanza di sei mesi dall'avvio della nuova piattaforma, i circa 6.000 dipendenti dell'ASP Palermo continuano a non avere alcuna certezza sulla corretta contabilizzazione delle ore lavorate, delle assenze, dei residui di ferie e dei recuperi orari. Permangono inoltre numerosi malfunzionamenti che compromettono la gestione del personale e impediscono ai responsabili delle strutture di autorizzare ferie, malattie, aggiornamenti professionali e di svolgere regolarmente le attività di controllo”. Lo denunciano le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria CIMO-FESMED, ANAAO ASSOMED e FIALS che hanno abbandonato la riunione convocata dalla Direzione Generale dell'ASP di Palermo per protestare contro il perdurare delle gravi criticità del sistema di rilevazione delle presenze fornito dalla società Data Management, in uso dal primo gennaio 2026 in sostituzione del precedente sistema Dedalus. Tra le principali anomalie ancora riscontrate dalle organizzazioni sindacali figurano: errato inquadramento dell'orario di lavoro della dirigenza medica; attribuzione automatica della pausa pranzo anche al personale turnista; errori nell'individuazione delle festività con conseguenti indebiti addebiti orari; errato calcolo del debito orario nei turni notturni; addebiti di ore lavorative nei giorni festivi non dovuti; contabilizzazione delle attività extra orarie come normale attività istituzionale.          

“Le conseguenze non sono soltanto amministrative - tuonano  i rappresentanti CIMO-FESMED, ANAAO ASSOMED e FIALS ma anche economiche. Numerosi dipendenti risultano infatti penalizzati dal mancato riconoscimento delle indennità spettanti per turni notturni, festivi, reperibilità, straordinario e attività di sala operatoria”.            

Le Organizzazioni Sindacali evidenziano che gli impegni assunti dalla Direzione Amministrativa, che aveva garantito il pieno funzionamento del sistema entro il 30 giugno 2026, non risultano ad oggi rispettati. Destano inoltre forte preoccupazione le dichiarazioni secondo cui il collaudo definitivo sarebbe previsto per l'8 luglio, senza che le criticità attualmente esistenti risultino concretamente risolte. Alla protesta hanno aderito anche altre Organizzazioni Sindacali della dirigenza sanitaria dell’ASP di Palermo (FVM, FIALS, AAROI-EMAC, UIL e CGIL). Le sigle sindacali ritengono non più accettabile concedere ulteriori proroghe alla società affidataria del servizio, ricordando che il contratto, aggiudicato con deliberazione n. 571 del 15 aprile 2022, ha un valore complessivo di 3,8 milioni di euro. Per tali ragioni le Segreterie Aziendali CIMO-FESMED, ANAAO-ASSOMED, FVM, FIALS MEDICI, AAROI-EMAC, UIL e CGIL, chiedono all’ASP di Palermo di: avviare immediatamente le procedure per la risoluzione del contratto per inadempienza, qualora ne ricorrano i presupposti; accertare le responsabilità interne che hanno determinato i gravi disservizi; garantire il pieno ristoro economico dei lavoratori danneggiati dagli errori del sistema.       

Le Organizzazioni Sindacali annunciano infine che, in assenza di interventi immediati e risolutivi, si riservano di intraprendere ogni iniziativa utile, in sede sindacale e legale, per la tutela dei diritti dei lavoratori e per la salvaguardia del corretto funzionamento dei servizi aziendali.

 

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Addetto stampa Cimo-Fesmed          

Salvo Messina                                                                         

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comunicato stampa 16 maggio 2026

Gravi violazioni contrattuali e regolamentari nella gestione degli incarichi professionali aziendali all’Asp di Agrigento: lo denuncia la Federazione Cimo-Fesmed Sicilia che proclama lo stato di agitazione della dirigenza medica e sanitaria  

La Federazione Cimo-Fesmed Sicilia ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione sindacale della dirigenza medica e sanitaria dell’Asp di Agrigento, denunciando gravi violazioni contrattuali e regolamentari nella gestione degli incarichi professionali aziendali. Alla base della protesta vi è una delibera del 13 marzo 2026, relativa alla nuova organizzazione della dirigenza sanitaria e all’avvio delle procedure per il conferimento degli incarichi professionali.    Secondo il sindacato, l’Azienda sanitaria avrebbe omesso il rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Area Sanità 2019/2021, oltre che del regolamento aziendale in materia. Cimo-Fesmed evidenzia in particolare l’omissione degli incarichi di altissima professionalità e delle articolazioni interne di Unità Operativa, figure previste sia dalla normativa contrattuale, sia dal regolamento interno aziendale. Una situazione che, secondo l’organizzazione sindacale, comprometterebbe i principi di trasparenza, imparzialità e pari opportunità nell’accesso agli incarichi dirigenziali.                                                                                             “La prosecuzione delle procedure previste dalla delibera senza una preventiva revisione della mappatura degli incarichi rappresenta una compressione illegittima delle prerogative professionali della dirigenza medica e sanitaria” - dichiarano in una nota congiunta, il presidente regionale Cimo-Fesmed Sicilia Giuseppe Bonsignore e la segretaria aziendale Cimo Rosetta Vaccaro - sottolineando, inoltre, il “rischio di contenziosi amministrativi e giudiziari per l’Azienda sanitaria”. “Con la proclamazione dello stato di agitazione - aggiungono i due dirigenti sindacali - la Federazione Cimo-Fesmed chiede l’attivazione urgente presso la Prefettura di Agrigento delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa vigente per ottenere: l’immediata sospensione degli effetti della Delibera n. 481/2026; il blocco delle procedure di conferimento degli incarichi; la revisione completa della mappatura degli incarichi nel rispetto del CCNL e del regolamento aziendale”. “Il coinvolgimento del Prefetto - affermano - assume quindi un ruolo centrale di garanzia istituzionale e mediazione, finalizzato a favorire il confronto tra le parti ed evitare un aggravamento del conflitto sindacale all’interno dell’Asp di Agrigento. La Federazione Cimo-Fesmed annuncia inoltre che, in assenza di un immediato riscontro da parte dell’Amministrazione - concludono Bonsignore e Vaccaro - si riserva ulteriori iniziative sindacali, amministrative e giudiziarie a tutela dei dirigenti rappresentati”. 

 

 

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blogsicilia 11 maggio 2026

comunicato stampa 11 maggio 2026

Giuseppe Bonsignore (Cimo-Fesmed Sicilia): “La libera professione intramoenia non è la causa delle liste d’attesa. Medici bersaglio ingiustificato delle inadempienze di sistema”

 

“La recente audizione presso la Corte dei Conti sui temi della sanità siciliana e dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI) conferma ciò che il Sindacato dei medici denuncia da mesi: il problema delle liste d’attesa non può essere scaricato sui professionisti e sull’intramoenia, ma deriva da carenze strutturali, organizzative e gestionali che da anni affliggono il Servizio sanitario regionale”. Lo dichiara Giuseppe Bonsignore presidente regionale Cimo-Fesmed Sicilia.   

“Le indiscrezioni emerse dopo l’incontro tra i magistrati contabili e i vertici della sanità regionale, con l’ipotesi di misure drastiche fino alla sospensione temporanea dell’attività libero-professionale dei medici - aggiunge Bonsignore - destano forte preoccupazione tra i professionisti del settore. Ancora una volta si rischia di trasformare i medici nel bersaglio di criticità che hanno invece radici profonde: insufficienza di personale, sistemi di prenotazione inefficienti, carenze organizzative e mancata programmazione sanitaria”. “Le stesse contestazioni evidenziate dalla Corte dei Conti - tuona Bonsignore – ovvero assenza di limiti chiari, ritardi nelle prestazioni, inadeguatezza dei flussi informativi, carenze nei controlli e nelle piattaforme di prenotazione – dimostrano che il nodo centrale non è l’ALPI in sé, ma la debolezza del sistema sanitario pubblico regionale”. “Le osservazioni della Corte dei Conti – continua il presidente regionale Cimo-Fesmed Sicilia – confermano che servono interventi strutturali e organizzativi, non misure punitive contro i medici. Bloccare o comprimere ulteriormente l’intramoenia significherebbe accelerare la fuga dei professionisti dal sistema pubblico verso il privato, aggravando ulteriormente le difficoltà del Servizio sanitario regionale (SSR) e aumentando le disuguaglianze nell’accesso alle cure”.    

Secondo il Sindacato dei medici, il confronto tra quanto emerso nell’audizione e quanto denunciato dai medici evidenzia una contraddizione lampante: mentre si riconosce l’esistenza di problemi organizzativi e tecnologici, si continua a intervenire quasi esclusivamente sull’attività libero-professionale, considerandola impropriamente la causa principale delle liste d’attesa.   

“L’ALPI – sottolinea Bonsignore – non è il problema, ma uno strumento che, se ben regolato e integrato nell’attività istituzionale, può contribuire a dare risposte ai cittadini. Le liste d’attesa si combattono assumendo personale, rafforzando i servizi diagnostici, investendo in tecnologie, informatizzazione e governance, non limitando l’attività dei professionisti”.     

Cimo Sicilia ribadisce quindi la richiesta di sospendere ogni ulteriore irrigidimento delle norme sull’intramoenia e di aprire un tavolo di confronto reale con le organizzazioni sindacali dei medici, affinché le criticità evidenziate anche dalla Corte dei Conti vengano affrontate con soluzioni condivise, efficaci e realmente orientate al rafforzamento della sanità pubblica. Il sindacato avverte inoltre che eventuali provvedimenti emergenziali o restrittivi rischierebbero di favorire indirettamente il sistema sanitario privato, determinando una progressiva migrazione di medici e pazienti fuori dal circuito pubblico.         

“Occorre evitare – conclude Bonsignore – che il dibattito sull’intramoenia diventi un alibi per non affrontare i veri problemi della sanità siciliana. I medici sono parte della soluzione, non il capro espiatorio di inefficienze che hanno origini ben più ampie e complesse”.

 

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